Disintossicazione matrice extra cellulare
Disintossicazione della matrice extra-cellulare
Che cos’è la Matrice Extra-cellulare
Sebbene la sua funzione principale sia di fornire un’impalcatura essenziale per le celle, la matrice extracellulare egualmente regolamenta i trattamenti gestendo la comunicazione delle cellule. le interazioni Cella-extracellulari della matrice sono vitali alla struttura del tessuto e sono facilitate dalle molecole del heterodimer. Inoltre, la matrice extracellulare ha un ruolo importante nella riparazione del tessuto che può essere utilizzata come obiettivo terapeutico.
La struttura e la funzione della matrice extracellulare
La matrice extracellulare è compresa le componenti non cellulari all’interno dei tessuti che formano un’impalcatura essenziale per i componenti cellulari. La struttura della matrice extracellulare differisce in composizione fra i tipi del tessuto ma essenzialmente si compone delle fibre del collageno, dei proteoglicani e delle proteine multiadhesive della matrice che sono secernuti dalle celle.
Le funzioni della matrice extracellulare includono:
- Formazione della struttura di sostegno essenziale per le celle.
- Comunicazione gestente fra le celle.
- Tessuti di segregazione.
- Trattamenti di regolamentazione delle cellule quali crescita, migrazione e differenziazione.
La matrice extracellulare può essere divisa in due gruppi, ciascuno con una struttura specifica. I primi sono chiamati matrici interstiziali e circondano le celle, mentre le seconde sono definite matrici pericellular e sono associate alle cellule.
Le celle partecipano alla formazione della matrice extracellulare con la secrezione delle macromolecole della matrice. Ciò significa che le differenze nella struttura della matrice extracellulare pregiudicano i beni biomeccanici di intera rete oltre ai segnali che trasformano la risposta delle cellule.
Questo tipo di collegamento ancora la cella e facilita segnalare attraverso la membrana di plasma. Hemidesmosomes connette i filamenti intermedi alle lamine basali delle celle epiteliali, quindi fornendo una struttura rigida al tessuto epiteliale.
By Shelley Farrar
MATRICE EXTRA-CELLULARE E INTOSSICAZIONE
Ai fini dell’equilibrio acido base la matrice extra-cellulare assolve una impropria funzione ossia costituisce il deposito d’elezione per le scorie acide. Ma, poiché abbiamo visto che i segnali di comunicazione tra le cellule sono gestiti da essa, diventa evidente che un accumulo di scorie acide disturberà la comunicazione intercellulare con le immaginabili conseguenze.
COME EVITARE L’ACCUMULO DI SCORIE ACIDE
Per evitare l’accumulo di tossine acide nella matrice (ma più in generale in tutto l’organismo) non vi è altra soluzione che tamponare l’acidità esogena e endogena (metabolismo) con l’immissione di alcalinità nell’organismo principalmente attraverso l’alimentazione, ma non solo. In termini chimici possiamo dire che dobbiamo neutralizzare gli ioni [H+] con ioni [OH-].
In definitiva bisogna mantenere un sufficiente valore della Riserva Alcalina ossia l’insieme di tutti i minerali alcalini dell’organismo.
COME ELIMINARE LE SCORIE ACIDE DALL’ORGANISMO
In un corpo sano ed equilibrato vi è una sufficiente riserva alcalina (soprattutto in gioventù) e questo avviene per mezzo degli organi emuntori (polmoni, reni, fegato, pelle etc.). Ma allor quando il carico di acidità è superiore alla capacità di smaltimento dei sudetti organi, si genera l’accumulo di queste scorie che, per restare in salute, vanno smaltite con dei supporti che aiutino gli organi emuntori.
LA RISERVA ALCALINA
Il sangue di un individuo giovane e sano ha un pH = 7,4 quindi leggermente alcalino; perché? Perché se questo valore fosse neutro (ossia pH=7)* non esisterebbe una differenza di potenziale tra sangue e cellule/tessuti (che sono di segno positivo) il che equivale a dire che non potrebbe esistere il flusso di scambi ionici tra sangue e cellule; questo impedirebbe, a sua volta, che la cellula possa introiettare le sostanze nutrienti ed espellere le scorie. Se e quando questo si verificasse l’organismo morirebbe. Quindi la acidosi equivale alla morte mentre la alcalinità consente la vita biologica.
Ma come fa l’organismo a mantenere costante e invariato l’equilibrio acido alcalino del sangue? Esso viene garantito dalla “riserva alcalina” che si può immaginare come un sacchetto di bicarbonato a disposizione del sangue ogniqualvolta subentrino fattori vari di acidosi da neutralizzare. Fuor di metafora questa riserva alcalina è costituita e garantita dalla prevalenza degli ossidrilioni (ioni OH- negativi) sugli idrogenioni (ioni H+ positivi).
FUNZIONI DELLA RISERVA ALCALINA
La riserva alcalina ha due funzioni importantissime:
1) eliminare l’eccesso di ioni positivi (quindi l’acidità del sangue). 2) tener vivi gli scambi cellulari facilitando l’ingresso delle sostanze nutrienti nella cellula nonché l’espulsione delle scorie acide. Questa funzione è dovuta alla maggiore differenza di potenziale tra sangue negativo e cellule/tessuti positivi.
DIMINUZIONE DEL pH E DELLA RISERVA ALCALINA Abbiamo visto che il pH del sangue di un soggetto giovane e sano oscilla di pochissimo intorno al valore di 7,4 (quindi leggermente alcalino); ma qual è il valore del pH e della riserva alcalina nelle persone anziane? E quale quello delle persone malate?
1) Rapporto tra riserva alcalina e età
Esiste un rapporto diretto tra diminuzione della riserva alcalina ed età anagrafica; via via che l’individuo invecchia diminuisce la riserva alcalina del suo sangue come si vede dal grafico sottostante che riproduce una indagine effettuata su un campione di 280 individui sani, maschi e femmine dai 20 ai 93 anni, suddivisi in venti unità per ogni decennio. Tale indagine fu effettuata
col metodo della radianza del sangue.
2) Rapporto tra riserva alcalina e stati patologici
Come per l’invecchiamento, esiste un analogo rapporto tra riserva alcalina e stati patologici nel senso che nella maggior parte di essi si rileva una diminuzione della riserva alcalina più o meno grande.
Per entrambi questi fattori possiamo senz’altro assumere la riserva alcalina come un efficacissimo indicatore dello stato di salute, nel senso di efficienza e benessere, di un individuo.
RIPRISTINO DEL pH E DELLA RISERVA ALCALINA
E’ da tener presente che, allorquando l’equilibrio alcalino si rompe, non è più possibile ristabilirlo naturalmente nemmeno attraverso la somministrazione diretta di bicarbonato sodico. Esperienze eseguite dimostrano che né bevendo acque alcaline né attraverso iniezioni endovenose di bicarbonato, si riesce a ripristinare la riserva alcalina.
Gli unici mezzi, ad oggi conosciuti, per il mantenimento e/o aumento della riserva alcalina sono:
1) Una alimentazione a base di vegetali crudi.
2) Depurare la matrice extracellulare dalle scorie acide con apparecchiature come l’emoreintegratore alcalino in grado di aumentare gli ioni negativi nel sangue.
PERCHE’ E COME USARE UN EMOREINTEGRATORE ALCALINO
In definitiva il trattamento con un emoreintegratore alcalino mette in atto un meccanismo fisiologico, quale quello precedentemente descritto, che non è finalizzato alla cura di questa o quella patologia ma che ripristina nell’organismo le migliori condizioni per autorigenerarsi ripristinando il corretto metabolismo cellulare. Risultati ancora migliori sono stati riscontrati, ed è facile capirne il perché, abbinando a questo trattamento una corretta integrazione con micronutrienti (vitamine, minerali, elementi in tracce, taluni amminoacidi e altre sostanze naturali) difficilmente reperibili in una normale alimentazione e una ragionevole attività fisica aerobica.
Consideriamo pertanto questo trattamento come un validissimo ausilio per il medico nella prevenzione oltre che nella terapia di svariate patologie riducendo al minimo ( e spesso eliminando del tutto) la somministrazione di farmaci.
Per quanto detto l’ EMOREINTEGRATORE ALCALINO può essere usato sia come strumento per una efficace prevenzione (in questo caso consigliamo due trattamenti settimanali) sia come coadiuvante di eventuali terapie prescritte dal medico curante in caso di patologie conclamate (in questi casi la frequenza può andare dalle due volte al giorno alle tre volte settimanali per una durata di ogni ciclo di 15 giorni).






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