LA FORMULA DELL’ETERNA GIOVINEZZA
Non esiste alcuna formula magica che permetta di prolungare la nostra vita oltre quello che Madre Natura ha geneticamente predisposto per noi.
Il nostro normale potenziale di vita può essere attuato, se solo veniamo incontro ai criteri che ne determinano la realizzazione. In altre parole, il nostro “orologio biologico” può battere il tempo per 140-150 anni.
Da qui l’importanza di alimentarci con quelle sostanze nutritive che possiamo utilizzare allo stato naturale, cioè quei cibi adatti a noi, esseri umani, in quanto unici a garantirci un’adeguata sussistenza. Gli unici cibi adatti a noi sono quelli che é possibile mangiare e apprezzare allo stato naturale.
I CARBOIDRATI
Le sostanze naturali, che possono assicurarci un’esistenza duratura, grazie al giusto contenuto di principi nutritivi in esse contenuti, e al giusto apporto di glucosio, sono i carboidrati della frutta. La frutta é l’unico cibo che possiamo mangiare crudo e che ci offre veramente tanto. Le patate, ad esempio, non possono essere consumate crude, semplicemente perché la natura non ci ha equipaggiati per farlo. L’enzima che occorre per digerire i cereali o le patate é chiamato amilasi. Il corpo ne secerne in quantità veramente minima, mentre gli animali predisposti al consumo degli amidacei ne secernono in grandi quantità, capaci di scindere gli amidi in disaccaridi e monosaccaridi, nel giro di mezz’ora o, al massimo di un ora.
Al contrario, gli esseri umani hanno bisogno di tempi lunghissimi per catalizzare la rottura delle molecole degli amidi. Noi, per natura, non siamo consumatori di sostanze amidacee, siamo consumatori di frutta, la fonte principale dalla quale ricavare i carboidrati. Se gli amidacei vengono cotti, é possibile avere i carboidrati in una forma più semplice, ma la cottura é una pratica innaturale.
GLI AMMINOACIDI
Ai carboidrati, si affiancano, per importanza, gli amminoacidi. Non sto parlando di proteine, preferisco il termine amminoacidi, perché le proteine sono sostanze complesse che hanno bisogno di essere sottoposte a laboriosi processi prima di trasformarsi in amminoacidi e, quindi, essere assorbite. Il rostro fabbisogno di proteine non `e eccessivo. Gli animali, cui necessita un elevato apporto proteico giornaliero, producono enzimi adatti a determinare la scissione dei polipeptidi in amminoacidi. Questi enzimi prendono il nome di proteasi.
Negli esseri umani, la quantità di proteasi é molto limitata perché la nostra dieta naturale non solo ci fornisce carboidrati, glucosio e fruttosio predigeriti, ma anche proteine sotto forma di amminoacidi. L’unica cosa che dobbiamo fare é masticare bene, ingoiare e queste sostanze saranno assorbite direttamente nella forma in cui il corpo può assorbirle, senza bisogno di essere digerite, tutto nel giro di mezz’ora o un’ora.
I MINERALI
Un altro bisogno da soddisfare, che può essere posto sullo stesso piano degli amminoacidi, é quello delle sostanze minerali. I minerali sono ugualmente importanti per il benessere del nostro corpo, proprio come gli amminoacidi. A dir la verità tutto é importante, ma i minerali servono soprattutto nei processi di formazione delle ossa e nella realizzazione di qualsiasi processo che avviene all’interno del corpo, talvolta in quantità minime, talvolta in quantità maggiori.
Il nostro fabbisogno giornaliero di amminoacidi é di circa il 46%, quello delle sostanze minerali del 3-4%. Nell’ordine seguono gli acidi grassi essenziali e le vitamine; di questi bastano percentuali minime come é stato spesso evidenziato.
Molti dei ricercatori che hanno studiato le condizioni che permettono agli abitanti dell’Abchasia e dell’Hunza di vivere a lungo, hanno notato una certa differenza con le condizioni che caratterizzano le popolazioni della Vilcabamba. Queste ultime vivono in una piccola valle dell’Ecuador, a circa 2500 metri sul livello dei mare.
La perenne primavera costituisce il clima ideale che permette loro di coltivare qualsiasi tipo di frutta, frumento e patate. Si può dire che la percentuale di frumento e patate consumate sia di un pasto ogni due costituiti interamente da frutta. Il loro territorio é una specie di giardino dell’Eden nello stato dell’Ecuador, nel quale crescono alberi di mango, papaia, banane e altra frutta tropicale.
Proprio come in Abchasia e ad Hunza, queste popolazioni sono ugualmente attive. Lo stesso dr. Leaf, che ha visitato anche questi. popoli, ha affermato che le calorie che un pasto può fornire loro sono 1300-1400 al giorno, tuttavia essi sono così attivi e vigorosi da far sbalordire chiunque. Sono capaci di scalare i pendii delle montagne, si alzano presto la mattina e lavorano fino a mezzogiorno, tornano alle loro abitazioni e poi a lavorare nuovamente nel pomeriggio.
Il dr. Leaf non riusciva a capire come questi uomini potessero vivere così bene e con tanto vigore, con così poche calorie immesse giornalmente. In teoria, avrebbero avuto bisogno di maggiori calorie indispensabili ai processi metabolici (generalmente stabilite intorno alle 75 calorie per ora per individuo). Evidentemente, molti dei nostri preconcetti in proposito devono essere rivisti, soprattutto per quel che riguarda la fisiologia e il consumo calorico individuali.
Il motivo principale che determina questa differenza lo si può riscontrare nel fatto che siamo abituati a mangiare cibi cotti piuttosto che crudi. Questi popoli mangiano cibi crudi, talvolta cucinano il frumento, le patate e qualche volta i fagioli ed altre verdure, tutti insieme in una pentola.
Ricapitolando: i criteri per una vita lunga sembrano essere connessi al luogo in cui si nasce, al clima e al modo in cui si vive: abbondanza di sole, aria pura, attività fisica vigorosa, consumo abbondante di frutta fresca e cibi crudi, verdure e, comunque, consumo limitato di altri alimenti.
C’`e anche un altro aspetto che é possibile evidenziare presso questi popoli: essi non consumano cibi trattati, lavorati, o sottoposti a qualsiasi processo che ne modifichi la struttura. Accanto a ciò, c’é il fatto che la loro vita é tranquilla, serena, priva di stress. Non esiste una struttura politica o un governo; esistono delle autorità, ma mancano regole e leggi che possano condizionarli; non hanno mezzi di trasporto, vivono in abitazioni semplici. Quando confrontiamo il nostro stile di vita con il loro, ci rendiamo conto della differenza e del perché la nostra vita sia così breve.
Non si può considerare la civiltà come una sorta di benedizione: il fine comune dell’esistenza `e quello di vivere una vita che valga la pena di essere vissuta, senza essere influenzati da falsi preconcetti che potrebbero portarci a credere che la nostra vita sia l’unica effettivamente degna di essere vissuta. `E una questione di valori che crea la differenza: ciò che potrebbe avere valore per noi, non ha alcun significato per altri.
Ovviamente, si può essere attivi lavorando, ma, anche in questo caso, per svolgere un’attività che richiede bravura e intelligenza, occorrono degli anni. Molte persone impiegano molto tempo prima di apprendere ciò di cui hanno effettivamente bisogno, e spesso si verifica che vanno incontro a processi degenerativi o malattie, prima ancora di essere diventate produttive, morendo quando potrebbero vivere ancora a lungo. `E un vero crimine, perché le nostre potenzialità sono distrutte e poche sono le persone a cui ciò non accade.
La longevità ha un significato particolare, un valore inestimabile che però non viene giustamente apprezzato dal tipo di cultura al quale siamo abituati: é un qualcosa, questo, su cui dovremmo cominciare a riflettere seriamente.
Bisogna tener presente che più lunga é la vita, migliore é stata la sua qualità.
(T. C. Fry, M. D., Ph.)




