Il meccanismo anti-infiammatorio e immunostimolante: l’azione delle forme libere di glucocorticoidi

Per importanza, il secondo meccanismo terapeutico è quello antinfiammatorio e immunostimolante. Per illustrare uno dei fatti interessanti del digiuno terapeutico secco immaginate il comportamento di una padrona di casa intelligente, gentile e amante delle piante. Questa padrona annaffierà con premura i suoi fiori ma necessariamente, una volta alla settimana, li terrà all’asciutto. Ciò contribuirà a rafforzare le piante e ad eliminarne i parassiti, che non possono vivere senza acqua. Non c’è vita senza acqua e anche le infiammazioni non possono progredire senza acqua.

Ebbene, ogni parte del corpo infiammata si distingue per essere tumefatta (gonfiata dall’acqua). Ma solo in un ambiente sufficientemente acquoso i microorganismi, virus e microbi, riescono a moltiplicarsi. Un deficit d’acqua compromette il processo di infiammazione. La disidratazione che si viene a produrre nell’organismo innesca infatti una spietata concorrenza per l’acqua tra le cellule del corpo più forti e i microorganismi patogeni. Le cellule del corpo, pie- ne del loro ruolo di “padrone di casa”, sottrarranno acqua ai microorganismi.

D’altra parte l’organismo stesso è in grado non solo di sintetizzare acqua endogena in quantità sufficiente ma anche di assorbire attraverso la pelle l’acqua che proviene dall’esterno, dall’aria. Ciò si spiega perché l’organismo, durante il digiuno secco, funziona non in regime di emissione

ma di assorbimento. Le cellule sane e forti ricevono quindi ulteriore energia e acqua dall’aria, se l’accaparrano, mentre quelle malate, i virus e i batteri, non lo possono fare. Ecco perché è importante praticare il digiuno secco in mezzo alla natura, preferibilmente in zone di montagna e in prossimità di torrenti e cascate.

I microbi, i virus e i parassiti senza acqua muoiono all’istante.

Gli ormoni glucocorticoidi e sessuali per il 70% sono legati alle albumine di trasporto del sangue e solo per il 30% circolano nel sangue in uno stato libero.

Durante il digiuno secco le albumine di trasporto decadono e i loro amminoacidi vanno a rifornire i bisogni dell’organismo, innanzitutto le esigenze del cervello e del sistema cardio-vascolare. Nel corso di questo processo avviene un rilascio di enormi quantità di ormoni che circolano in uno stato libero nel sangue: la quantità di glucocorticoidi, tre volte maggiore del solito, inondando il sangue, esercita un forte effetto antinfiammatorio, sopprimendo tutti i focolai d’infiammazione presenti nel corpo. Sappiamo infatti che gli ormoni glucocorticoidi sono l’agente anti-infiammatorio più potente dell’organismo. Nell’azione delle forme libere di glucocorticoidi risiede il potentissimo meccanismo terapeutico del digiuno secco, finalizzato a contrastare le malattie infiammatorie.

Come già sappiamo, durante un digiuno secco avviene la bruciatura delle tossine “nella loro stessa fornace”, se così si può dire. Ciò significa che ogni cellula, in assenza di acqua, innesca una reazione termica. Ne deriva una sorta di particolare metodo estremistico di distruzione all’interno delle cellule di tutto il superfluo, l’eccessivo, il morboso. Ogni cellula si trasforma in un temporaneo mini-reattore che si manifesta con l’aumento della temperatura interna. Questa temperatura può anche non essere registrabile con un termometro, ma durante il digiuno secco viene nettamente percepita dai pazienti come una sensazione di calore, fuoco in- terno o di brividi.

Va sottolineato che in questo stato la temperatura di sé è una parte importante delle reazioni difensive. Sappiamo per esperienza che con la temperatura vengo- no distrutte tutte le scorie, i veleni e persino le cellule tumorali, anch’esse infatti sospendono la loro attività. Questo processo accelera la guarigione. Regolando l’aumento della temperatura corporea, l’organismo provoca un rallentamento nella crescita dei microrganismi. Per il sistema immunitario diventa più facile dare la caccia e uccidere tutte le presenze aliene e modificate.

Se il corpo non riceve cibo e acqua morta e pesante, il nostro sangue non riceve di conseguenza le molte sostanze nocive mentre invece viene ripulito dall’organismo, cioè praticamente la stessa composizione di sangue verrà depurata ripetutamente attraverso gli elementi filtranti fino a divenire quasi idealmente pura. Durante un digiuno secco il sangue si depura di tutte le sostanze inutili e il plasma diventa trasparente come cristallo, tutto viene riarmonizzato, compresi i fattori di coagulazione.

Va detto che da questo punto di vista il digiuno secco effettua la depurazione del sangue meglio di un’emodialisi o di un lavaggio del sangue effettuato con apparecchiature speciali. Tutti i processi del nostro organismo legati al sangue si compiranno alla perfezione. È tutto così semplice: una pausa di meraviglioso pieno riposo per il nostro sistema immunitario.

L’organismo umano ha un’arma potente contro le malattie, il sistema immunitario.

Il sistema immunitario è progettato per salvaguardare la nostra salute con l’aiuto di organi e tessuti programmati per il rilevamento e l’eliminazione di sostanze estranee e microrganismi dannosi quali virus, batteri e cellule malate.

In un organismo sano con un forte sistema immunitario per i virus è abbastanza difficile sopravvivere. I batteri vengono distrutti prima ancora che possano causare infezione. Cellule alterate o malate vengono distrutte prima che possa- no causare cancro o altre malattie. Ma se il sistema immunitario non è sano, non funzionerà correttamente. In questo caso possiamo ammalarci facilmente di raffreddori, influenza, malattie infettive e persino di cancro.

Il mantenimento di un sistema immunitario sano è la cosa più importante che possiamo fare per preservare la no- stra salute, perché questo sistema è il nostro principale allea- to biologico nella guerra contro le malattie.

Prima di trattare il tema di come migliorare la resistenza dell’organismo alle malattie, ci soffermeremo brevemente sulla questione del sistema immunitario e delle funzioni che svolge. Ma che cosa è il sistema immunitario?

Il sistema immunitario non è un organo particolare ma una rete di molti organi e tessuti dislocati in parti diverse del corpo. Il sistema immunitario comprende tutto l’organismo e lo rifornisce in modo adeguato di strumenti protettivi per la difesa di quelle zone dove i microbi e altri nemici biologici possono penetrare facilmente.

I principali organi del sistema immunitario sono le tonsille, le adenoidi, l’appendice, la milza e la ghiandola del timo. Anche il midollo osseo, le cellule bianche del sangue e i tessuti linfatici sono elementi importanti del sistema immunitario. Tutti questi elementi lavorano insieme e, quando necessario, innescano la risposta immunitaria del corpo.

Ma come funziona il sistema immunitario? Quando l’organismo viene invaso da un corpo estraneo, che si tratti di un virus o di una scheggia, il sistema immunitario inizia a produrre in modo molto efficace una serie di reazioni chimiche complesse. A partire da questo momento s’impegna a

svolgere la sua missione: trovare l’estraneo e distruggerlo.

Nel nostro organismo si trova un intero sistema di cellule simili ad amebe, il sistema di fagociti mononucleati. In ogni organo c’è un gruppo di cellule specifiche solo per quest’organo, che hanno l’aspetto di amebe e migrano per tutto il corpo fagocitando e digerendo ogni estraneità. Queste cellule particolari si trovano nella pelle, nel fegato e nel cuore e persino nel cervello. Esse migrano continuamente, alla ricerca di prede. Il problema è che un qualsiasi cibo, anche vegetale, contiene una piccola quantità di grasso e i fagociti mononucleati, invece di svolgere le proprie funzioni dirette si occupano di catturare e digerire queste goccioline di grasso, come se non avessero niente altro da fare.

Durante il digiuno, invece, i fagociti vengono lasciati senza cibo, cioè senza grassi, per questo cominciano a svolgere le loro mansioni dirette: catturare e digerire batteri, virus, resti di cellule, cellule morte o morenti, favorendo con ciò il rinnovamento e il ringiovanimento dell’organismo. Vengono digerite anche le cellule cancerose, presenti sempre nell’organismo.

La distruzione delle cellule malate, e non di quelle sane durante il digiuno a secco è associata anche al rilascio di cellule linfoepiteliali dell’intero apparato digerente.

L’astinenza per molti giorni dall’acqua e dal cibo crea le condizioni per la ritirata del potente esercito dei b- linfociti dalle avanzate posizioni gastrointestinali. Essi si ammassano provenendo dai linfonodi e dai collettori linfatici del lungo percorso digestivo. In particolare molti di loro pro- vengono dall’intestino tenue. Passato in riserva, l’esercito dei b-linfociti viene utilizzato per il suo scopo diretto: sopprimere ed eliminare tutti gli elementi patogeni ed estranei.

L’infezione che si trova in uno stato dormiente praticamente non soccombe alle moderne terapie antibatteriche (trattamento con antibiotici, sulfanilamidami e altri farmaci).

Anzi, in questo periodo della vita i microorganismi, trovandosi nei loro involucri protettivi, diventano più resistenti a questi farmaci e a altri medicinali. Ma nel corso del digiuno secco questi involucri vengono distrutti dall’acidosi attivata dai fagociti e dagli enzimi.

Il sistema immunitario è persino in grado di migliorare il suo lavoro! Per esempio, attraverso processi più complessi di comunicazione intercellulare, il sistema immunitario può memorizzare quei virus che avevano già invaso il corpo in precedenza e mantenersi sempre in stato d’allerta nel caso in cui essi cercassero di penetrare ancora nel corpo. Grazie a ciò la reazione di risposta si verifica molto più velocemente e in modo più efficiente. Durante il digiuno secco vengono raggiunte, nei liquidi corporei, le più alte concentrazioni di sostanze biologicamente attive, ormoni, cellule immuno-competenti e immunoglobuline.

Ma quanto è sano il vostro sistema immunitario? Se vi prendete facilmente raffreddori o influenze nei periodi di epidemie, si può dire con una buona dose di probabilità che il vostro sistema immunitario sta lavorando in modo anomalo. Quando questo succede, il nostro ragionevole organismo comincia a cercare delle vie di fuga. Una di questi è il raffreddore.

Questa scoperta è stata fatta dal noto naturopata Aleksandr Čuprun, che l’ha denominata “arresto programmato dell’immunità”.

Molte disfunzioni dell’organismo possono segnalare una situazione di intossicazione, un eccesso di placca mucoide.

Aleksandr Čuprun (1935-2008), noto divulgatore in Russia dell’igienismo, autore di numerosi articoli dedicati al crudismo e al digiuno, conferenziere, curatore delle traduzioni in russo dei libri di Shelton, Bragg, Vivini e altri autori stranieri. Dal 1974 al 1978 fu tra i conduttori delle lezioni divulgative sul digiuno idrico terapeutico organizzate dal prof. Ju. Nikolaev alla Casa dei Medici di Mosca. Uno dei suoi libri più conosciuti, scritto nel 1991, è Čto takoe syroedenie i kak stat’ syroedom (Cos’è il crudismo e come diventare crudisti).

È come se il corpo fosse un secchio della spazzatura pieno di particelle di cellule morte e massa proteica (che in- fatti infarcisce lo spazio intercellulare e i vasi linfatici). Questa “spazzatura” a lungo andare finisce con l’interferire nel normale funzionamento dell’organismo, inibendo la comunicazione tra le cellule, riducendo la forza dei segnali elettrici che esse si trasmettono a vicenda.

Proprio questa categoria di persone è particolarmente esposta a raffreddori, influenza e altre malattie. Ciò succede perché l’organismo intossicato, non potendo resistere alle malattie, le accoglie a braccia aperte, considerando i microbi alla stregua di soccorritori e liberatori da nutrire con scorie. Un organismo di questo tipo si offre come un banchetto ideale per batteri di vario genere, chiamati a “far fuori” le cellule morte e intossicate e a trasformarle in rifiuti liquidi. Men- tre essi possono essere eliminati dall’organismo con il flusso di linfa e sangue attraverso i reni e le altre vie di eliminazione di veleni e scorie.

Ne vien fuori che l’organismo umano, dichiarando la propria incapacità di depurarsi, cerca di risanarsi a spese di un raffreddore, di un’influenza e di altre malattie. Esattamente così. L’organismo, disinserendo di tanto in tanto la sua immunità, è costretto a chiamare in aiuto batteri e virus, specialmente quelli che sono sempre in attesa dietro le quinte e sono sempre presenti in piccole quantità nel corpo. A volte succede di beccarsi anche qualcosa di più serio, un’influenza o un’infezione grave. Ma perché l’organismo non è in grado di eliminare autonomamente i propri rifiuti?

Sì, trarre conforto dal pensiero che madre natura abbia provveduto a rifornirci di un adeguato “sistema di fognature” non vale la pena. La sua capacità è sempre insufficiente, soprattutto se si segue, invece di uno stile di vita sano, le pratiche comuni di alimentazione e un regime sedentario e si vive di conseguenza in uno stato di svuotamento energetico.

L’organismo dell’uomo moderno non fa in tempo a eliminare i propri rifiuti e l’ autodissoluzione delle cellule morte e della massa proteica in condizioni normali avviene in modo insopportabilmente lento. Non a caso da tempi remoti esistono pratiche di vario genere finalizzate ad aiutare il corpo nel processo di auto-purificazione, dal bagno di vapore di tradizione russa alla sauna finlandese fino ad arrivare alle moderne tecniche di pulizia intestinale o del fegato. Si tratta di interventi abbastanza efficaci per le persone che non seguono uno stile di vita sano e massimamente vicino a quello naturale.

La malattia non è dunque un danno ma un bene per l’organismo.

Le più moderne teorie mediche sono basate sull’assunto che l’organismo resiste strenuamente alla malattia ma non gli bastano le forze proprie per sconfiggerla per questo deve farsi aiutare dai medici che a questi scopi utilizzano principalmente farmaci. Fornitore di queste risorse è l’industria farmaceutica, il cui obiettivo è produrre e vendere farmaci sempre più efficaci, preparati killer finalizzati a sterminare le malattie, i microbi e i virus. Per la fabbricazione di questi medicinali vengono spese ingenti somme di denaro. Oggi si sente spesso dire che il medico lavora non sul paziente ma per il settore farmaceutico, aiutandolo a vendere nuovi farmaci. I pazienti si lamentano ma, confusi anche dal concetto propagandato di malattia, finiscono per inghiottire docilmente le medicine. Eppure già più di cinquant’anni fa il dottor A. Zalmanov chiamava questo processo in atto nella nostra società “baccanale farmaceutico” e a tutt’oggi non solo non è rallentato ma addirittura continua a prendere forza.

Se ne deduce che la necessità di combattere i microbi è molto rilevante per la società, composta quasi interamente da persone del “terzo stato” (cioè spesso non chiaramente malate ma profondamente intossicate) che, non vedendo nessun altra via d’uscita, si fissano in questa lotta. Una lotta contro i microbi che spesso non ha senso: nell’organismo dell’uomo li aspetta infatti “una tavola imbandita”. Una malattia potrà essere temporaneamente frenata con i farmaci ma dopo un po’ ne comparirà un’altra, più aggressiva, ma- gari non più influenza ma cancro o AIDS.

In questo senso ci pare molto pertinente e attuale l’ipotesi del medico anatomopatologo A.V. Rusakov, che alcuni medici ortodossi definiscono audace. Secondo Rusakov l’organismo malato non lotta con la malattia ma la nutre. Anche dal mio punto di vista i virus e i germi possono essere considerati come gli inservienti dell’organismo. L’infezione è una delle più grandi risorse naturali che noi semplicemente non sappiamo usare. È infatti noto che molti si sentono meglio dopo aver superato un raffreddore! I veri naturopati sanno che lo stato immuno-deficitario si manifesta per permettere agli amici microbi di lavorare sul nostro corpo perituro durante la malattia, liberarlo da quel nutrimento per i microbi che l’organismo non saprebbe eliminare diversamente.

Parlando del mio rapporto verso la medicina ortodossa, vorrei citare le parole tratte da un libro di Harry Benjamin, membro dell’associazione britannica dei naturopati: “l’autore apprezza profondamente gli sforzi compiuti sia da singoli medici che da tutta la medicina in generale per aiutare l’umanità sofferente. Tuttavia la tragedia sta nel fatto che questi sforzi sono diretti in una direzione completamente sbagliata. Perché la filosofia della malattia, il fondamento su cui è costruito l’intero edificio della medicina moderna, è errato alle sue fondamenta.

Non esiste alcun rimedio antivirus e non ce n’è nemmeno bisogno. La malattia non è un nemico ma un alleato dell’uomo. Non ha senso combatterla, con essa bisogna collaborare. Per questo bisogna aiutare la malattia utilizzando soprattutto metodi naturali e non invasivi come le diete, il digiuno secco e i trattamenti di idroterapia per favorire l’insorgenza della cosiddetta “crisi”, cioè dell’acutizzazione della malattia cronica. Si prescrive la “ricetta” del digiuno secco fino alla completa scomparsa dei sintomi della crisi. Ma ovviamente, nel prosieguo, si dovrà rinunciare allo stile di vita e di alimentazione responsabili della patologia.