Il meccanismo di bruciatura delle tossine e di elaborazione di acqua endogena

Nel processo della creazione l’uomo occupa un posto speciale perché solo lui con la sua coscienza è in grado di influenzare gli eventi. In qualsiasi oggetto del mondo naturale è incorporato un programma costante che sostiene l’esistenza di quest’oggetto in forma invariata. Gli uccelli, ad esempio, tessono i loro nidi adesso come lo facevano milioni di anni fa e non cercano di perfezionarli. Nell’uomo, invece, il programma si evolve e progredisce e ora che abbiamo appreso delle proprietà insolite dell’acqua diventa chiaro che solo dall’uomo dipende che essa sia viva o morta.

Gli scienziati hanno dimostrato inoltre che nel corpo umano, prima ancora che compaiano i sintomi di una malattia, si formano sacche di acqua “pesante” cioè di acqua con una struttura irregolare, zone patologiche. È una sorta di “palude” del corpo dove cominciano a riprodursi i parassiti. Tutto ciò causa un abbassamento locale del sistema immunitario e l’alterazione degli organi interni. Bisogna stare attenti nel trattare l’acqua anche perché nel nostro corpo non è contenuta acqua ordinaria: al nostro interno c’è acqua strutturata. Nella nostra vita quotidiana di norma beviamo acqua trattata con cloro, in alcuni casi strabollita, o bevande che non contengono nulla di utile per il nostro organismo.

Quest’acqua, entrando nel corpo, non solo viene secreta di- rettamente attraverso i pori ma passa una serie di importanti trasformazioni che richiedono all’organismo un grande dispendio di energie. Pertanto il consumo eccessivo di un tale liquido affatica l’organismo ed è causa di molte malattie. Colpa di tutto è dunque una quantità eccessiva di acqua pe- sante. Quest’acqua non è coinvolta nel metabolismo, si accumula nel corpo e non viene eliminata. È una zavorra pesante, non vitale e non attiva.

Molti hanno notato che il digiuno secco è meglio tollerato di quello a acqua soprattutto per l’assenza del senso di fame. È una cosa che non sorprende. Il fatto è che l’acqua fuori dall’organismo e quella che esso assimila sono due cose completamente diverse. L’organismo elabora le molecole dell’acqua in ingresso, le ripulisce dalle informazioni superflue, le struttura e le trasforma in molecole sue, aventi le proprietà dell’organismo stesso. A questo fine, come per l’assorbimento del cibo, gli è necessario spendere una determinata quantità di tempo ed energia. Il digiuno secco è più completo proprio perché fornisce pieno riposo all’organismo. Allo stesso tempo è più efficace perché il corpo non può esistere senza acqua e per questo vengono coinvolte le riserve, il grasso superfluo in prima istanza (il corpo sintetizza l’acqua utilizzando l’ossigeno dell’aria e l’idrogeno del tessuto adiposo).

Durante il digiuno a acqua nell’organismo entra acqua esogena, dal di fuori, ed è proprio essa il fattore principale di depurazione. Secondo la legge della convenienza biologica la cellula in questo caso spende il minimo della sua energia. Comunque il processo avanza normalmente: tutte le tos- sine, i veleni, le scorie vengono dissolti e, metaforicamente parlando, le tossine vengono lavate via dalle cellule, dallo spazio intracellulare.

Durante il digiuno secco, senza acqua, non ha luogo alcuna “lavatura” ma piuttosto un processo di bruciatura delle tossine “nella propria fornace” nel senso che ogni cellula, in assenza di acqua, inizia una reazione termica interna. Ogni cellula si trasforma temporaneamente in una mini-fornace, in un mini-reattore. L’acqua è assai necessaria ma le cellule rimangono senza, specialmente le cellule malate e alterate. In tali circostanze sopravvivono le cellule più forti, le più sane, ed esse, volenti o nolenti, per sopravvivere a tali estreme condizioni sono costrette ad attivare l’elaborazione della loro acqua endogena, di qualità eccellente. Quest’acqua endogena dovrebbe essere parecchie volte migliore per qualità dell’acqua esogena, sempre sulla base della legge della convenienza biologica. La cellula infatti consuma molta energia e di conseguenza il prodotto finale deve corrispondere per qualità agli sforzi investiti. Non si tratta di ragione umana, che si può sbagliare, ma di un meccanismo della natura per- fetta che ha nel suo arsenale ogni tipo di strumento finalizzato a garantire la continuazione della vita.

L’acqua esogena ed endogena possono essere paragonate rispettivamente a un fiume inquinato, dove finiscono i rifiuti di una fabbrica chimica, e a un fiume di montagna, che trae origine dalle viscere della terra e si alimenta di acqua scongelata ricca di potenziale curativo.

Durante il digiuno secco la vecchia “acqua morta” viene sostituita da “acqua viva” di qualità eccellente, essendo acqua sintetizzata dall’organismo stesso, e ciò mentre vengono cancellate tutte le informazioni negative portate nel nostro corpo dall’esterno. Facendo un digiuno non molto lungo senza acqua costringiamo l’organismo a rielaborare quell’acqua che esso contiene in sé e ciò facendo rinnoviamo la nostra in- formazione per questo alla fine del digiuno siamo informazionalmente incontaminati, rappresentiamo una matrice di informazioni dove non c’è nulla di negativo, nulla che pro- venga dall’ambiente esterno.

Meccanismi simili non esistono in alcuno degli altri tipi di digiuno terapeutico esistenti. Questo fenomeno è uno dei principali vantaggi offerti da questa forma di digiuno, e si può anche dire che è uno dei principali meccanismi terapeutici del DS, svolgendo esso un ruolo determinante nel rinnovamento dell’equilibrio energetico dell’organismo umano.